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venerdì 25 novembre 2016

Io sono nata donna e tu che superpotere hai? #GiornataMondialecontrolaviolenzasulledonne

Gli occhi delle donne che amano brillano di una luce tutta particolare.
Gli occhi delle donne che amano, a dire la verità, brillano di luce propria. Li riconosci facilmente, gli occhi delle donne che amano: quelli incrociati di sfuggita su un autobus in corsa, quelli guardati a lungo durante una pausa caffè in università, quelli che vedi riflessi ad uno specchio.
Gli occhi delle donne che amano non temono niente e nessuno.
Fieri, gioiosi e terribilmente perfetti.


E poco importa se siano blu, verdi o marroni: gli occhi delle donne che amano sono belli così come sono, mentre scorrono tra le righe di un libro, intenti a fissare il semaforo in attesa che diventi verde, incollati al display del cellulare in attesa di un certo messaggio.
Gli occhi delle donne che amano si inumidiscono facilmente, talmente generosi da accogliere più lacrime di quanto non facciano gli occhi delle persone: sono gli occhi delle madri, delle sorelle, delle fidanzate, delle mogli.
C'è tanta speranza negli occhi delle donne che amano: donne che danno la vita, donne che combattono dalla sera alla mattina, donne che non si negano, donne che non si arrendono.
Gli occhi delle donne che amano sono fatti di un materiale più duro del diamante, più malleabili dell'oro, più sofisticati della seta: sono occhi di un altro mondo. Occhi talmente profondi e vivaci che quasi ci si chiede se riposino mai, anche mentre fissano un punto a caso nell'orizzonte.
Gli occhi delle donne che amano dovrebbero essere baciati più spesso e guardati più a lungo.
Gli occhi delle donne che amano dovrebbero essere tinti SOLO di eyeliner e ombretto, non di lividi e cicatrici.
Gli occhi delle donne che amano dovrebbero piangere d'amore, MAI di dolore o di vergogna.
Gli occhi delle donne che amano dovrebbero essere preservati dalla brutalità del mondo e non umiliati con la violenza. Questi occhi dovrebbero avere il diritto di guardare al di là del proprio naso e mai in basso in segno di sottomissione,
Gli occhi delle donne che amano dovrebbero essere rispettati e capiti perchè sono in grado di piegare e smuovere mari, monti e coscienze di ogni età. Gli occhi delle donne che amano dovrebbero chiudersi per sempre solo quando sarà la vita a fare il suo corso e non per mano di qualche imbecille.

Gli occhi delle donne che amano fanno paura perchè sono più potenti dell'uso della parola o dell'uso della penicillina: sono gli occhi che indispettiscono i vigliacchi, i maschilisti i padri padroni.
Sono occhi che spiazzano, che scuotono, che sconvolgono.
Sono occhi che vanno oltre la violenza, l'omertà e l'indifferenza.
Sono occhi che continuano ad urlare e a vomitare amore, anche quando l'amore non è più con loro.
Oggi, come ieri, 3xtraordinary sostiene la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Non contate fino a dieci per denunciare, chi vi picchia non vi ama e sono fermamente convinta che l'unica cosa che valga la pena contare (almeno) fino a dieci siano i centimetri di un buon tacco o i gradi di un Mojito.


martedì 15 novembre 2016

Come vivere una vita straordinaria.

La vita è troppo breve per essere un solo tipo di donna. Che mentre stai lì a perdere tempo con le etichette e le categorie femminili stilate da Vogue, ti bruci la possibilità di essere ogni giorno una donna diversa. Magari una migliore di ieri.
Anche io ho perso un sacco di tempo alla ricerca della mia identità, come se dare un nome preciso alla mia natura fosse l'obiettivo della vita. E invece poi ti rendi conto che la vita se ne fotte delle definizioni e della coerenza a tutti i costi.

Che chi l'ha detto che una donna forte non possa essere anche fragile, che chi l'ha detto che non mi possono piacere i Beatles ma anche i Green Day?
Io sono me stessa. Io sono tutte le donne che voglio essere. Sono la stacanovista del lunedì mattina, almeno fino al venerdì sera, con la doppia (ma anche tripla) sveglia ed il caffè doppio ("perdoname madre por mi vida isterica"), quella che non si ferma mai (se non per allacciarsi le scarpe), quella che va a fare shopping. Sono quella che fa la timida alle feste, ma se mi mettete uno spritz in mano state pur sicuri che faccio ballare anche i divani. Sono una ragazza riflessiva e silenziosa, che diluisce i propri pensieri guardando dal finestrino dell'autobus. Sono la ragazza delle 1001 parole, l'uragano della chiacchiera.

La vita è troppo breve per essere solo una sola donna.
Sono stronza con chi se lo merita, sono la migliore amica di chi se lo è meritato. Sono la ragazza che va in giro con il chiodo di pelle e i Ramones nelle cuffie, ma sono anche quella che indossa rossetto rosso e tacco dodici sorseggiando Cosmopolitan.
Sono quella che lotta per i propri diritti e si incazza per le ingiustizie, sono la sognatrice ad occhi aperti, sono la diffidente in amore, sono quella che si innamora su due piedi.
Sono sexy quando decido di esserlo, indosso pigiama di pile anti-sesso quando voglio. Sono quella che ascolta, sono quella che non è più disposta ad ascoltare chi dice sempre le stesse cose.
Sono l'eterea e la carnale, sono sfuggente per natura ma resto SEMPRE al fianco di chi amo.


Mi sento amazzone alla guida della mia auto, eterna bambina nelle braccia di chi mi ama.
                                     

Sono nata senza scatola e senza istruzioni: non mi resta che scoprirmi giorno per giorno. Che cosa straordinaria.

venerdì 28 ottobre 2016

Mi hanno salvato le foglie gialle sui marciapiedi in autunno.


Quest'estate mi ha salvato il mare. Quando ancora avevo la testa troppo incasinata per pensare, quando ancora ero troppo confusa per stare bene con le amiche, con gli amici di una vita o semplicemente con me stessa.
Ho pianto tanto davanti al mare. Davanti a lui ho pianto tutto.
Mi hanno salvata i viaggi da sola in aereo-finestrini in cui si specchiano sogni e paure- e quelli in macchina con la radio accesa. Sentirmi salva nella taverna dell'amica del cuore, in sella ad una bici tra le affollate vie di Barcellona e in un locale all'aperto affacciato sul mare.
Mi hanno salvata le amiche. Quelle che se ne sono andate e quelle che non hanno mai smesso di esserci. Mi hanno salvata dagli uomini sbagliati, dalle paranoie notturne (ma anche quelle diurne), dal vuoto cosmico. Mi hanno salvata da me stessa.



Mani che hanno stretto le mie, spalle innaffiate di pianti, shot di tequila davanti al camino mentre si sciolgono i marshmallows, corse disperate verso un pullman in partenza, letti e bagni condivisi, figure di merda come se piovesse, il mal di piedi delle quattro del mattino, "ti va una pizza?" ovviamente sì.

Mi hanno salvata gli uomini che ho amato e che mi hanno amato a loro volta.
Quelli del fugace sguardo, delle prime volte, dei viaggi on the road, della mano che lascia la presa del cambio dell'auto e viene a cercare la mia . Che non importa se ora a stento ci si saluta perchè nel momento in cui l'amore finisce, certe emozioni e certi percorsi continueranno a vibrare per sempre. A fare parte di te.

Mi ha salvata la musica. Mi ha salvata talmente tante volte che ne ho perso praticamente il conto.
I testi imparati a memoria, i pomeriggi sintonizzati su MTV. I dolori affogati nel grunge, nel punk e nel rock'n roll. La musica mi ha insegnato ad essere onnivora e priva di pregiudizi, perchè la bellezza può risiedere in una melodia soul come in un giro di basso. La bellezza può risiedere ovunque tu voglia.
Mi ha salvato l'amore di chi mi sta accanto da una vita, il cielo blu in autunno, i romanzi d'amore, il profumo delle lenzuola appena lavate, la gentilezza di uno sconosciuto, un quadratino di cioccolato fondente . Mi ha salvato il non aver smesso di credere in me stessa anche quando non sapevo in cos'altro credere.

lunedì 17 ottobre 2016

Libera come l'aria, coraggiosa come il vento e impavida come un'onda del mare.

Che tu possa essere libera, ovunque sceglierai di andare. All'Università, in discoteca, a Machu Picchu. Che tu possa camminare a testa alta. Chiunque sceglierai di amare, un uomo, una donna o solo ed esclusivamente te stessa.

Ti auguro la spensieratezza dei 20 anni e la crisi dei 30, perchè entrambe ti aiuteranno a capire cosa vuoi veramente (o forse no, ma va bene lo stesso). Ti auguro un amore che ti faccia piangere, a patto che in futuro ti insegni a scegliere quelli che ti fanno sorridere. Ti auguro un'amica fidata, un qualcuno che creda in te e una famiglia disposta a combattere al tuo fianco. (O di essere talmente forte da cavartela da sola).
Che tu possa sentirti bella, esattamente come desideri. In jeans, in minigonna o in pigiama. In un corpo che ti faccia sentire a casa, senza dare troppa importanza ai canoni della televisione.
Che tu possa decidere cosa fare del tuo futuro e che nessuno possa importi un amore, una professione, un orologio biologico per la fertilità.
Che tu possa fare l'amore senza sentirti sporca o fuori posto. Che tu possa fare l'amore sempre e solo e quando tu ne abbia voglia.
Ti auguro la tenacia di un carro armato e la delicatezza di un fiore. Ti auguro animo puro e solidarietà verso le altre donne. Una mano pronta a tendersi, un cervello che vada per la sua strada, un cuore lontano dalla mediocrità.
Che tu possa imparare a fregartene dei giudizi, qualsiasi bocca li pronunci. Perchè sei nata con il diritto di essere la donna che sei. Perché come ha scritto Jovanotti: "Quello che sei, dove vai, ciò che vuoi, lo sai soltanto tu".

Che le ferite che hai collezionato non ti facciano male al punto di ucciderti, ma che ti diano la forza di ricominciare. Che tu possa rinascere dal dolore, dal vuoto e dall'oblio.
Ti auguro di essere libera come l'aria, coraggiosa come il vento e impavida come un'onda del mare.
Ti auguro di non tradirti, accontentarti, arrenderti o soffocarti. Mai. 
Ti auguro un sogno ed un pugno di libri.

Che tu possa essere più forte di qualsiasi orrore e violenza.

giovedì 29 settembre 2016

IO CREDO.





  • Credo in me stessa. Io che non mi tradisco mai io che mi rimprovero, io che per me ci sono sempre. E continuerò ad esserci, qualsiasi sia il mio destino. Io che cado, annaspo, ma alla fine vinco. Io che lotto, io che non mollo. Io che un giorno piango e l'altro rido e amo la vita, perchè mica l'ho detto io che "siamo cosììììì, dolcemente complicate!".
  • Credo nell'amore.  In quello verso me stessa e in tutto quello che mi circonda, in quello che metto in tutto quello che faccio. Che le cose o le fai con il cuore o è meglio non farle proprio.
  • Credo nell'andare avanti, sempre e comunque. Che le minestre riscaldate" sono una perdita di tempo. Che vale la pena guardarsi indietro solo in un preciso momento della vita: quando hai dimenticato chi sei e quanto ti sia costato arrivare fin lì.
  • Credo nelle persone che restano e che ti amano così come sei.
  • Credo nell'empatia, nelle mani che ti stringono quando hai bisogno, negli sguardi che vegliano su di te. In silenzio.
  • Credo nei piaceri della vita. In quelli della bocca, degli occhi, della carne e del cervello. Nella bellezza esplosiva di un tramonto, nella dolcezza di un calice di vino, nel potere di un paio di scarpe in più.
  • Credo in chi non si censura a tutti i costi, in chi si lascia andare, in chi vive e non solo sopravvive. 
  • Credo negli uomini. In quelli che se ti vogliono, ti vengono a prendere. In quelli che ti prendono come desideri. In quelli che ti prendono e non ti mollano. In quelli che ti prendono e se ti mollano, lo fanno con dignità. Negli uomini di pancia e pure in quelli di panza. In quelli che ti baciano con le mani tra i capelli, in quelli che camminano al tuo fianco.
  • Credo nelle donne che sanno essere anche amiche. In quelle che se un vestito ti sta di merda, te lo dicono. In quelle che se un vestito ti sta bene, te lo dicono con tanto di applausi e fischi da stadio. Credo in quelle che ti ascoltano e in quelle che ti chiamano senza un preciso motivo. Nelle amiche, nelle madri, nelle sorelle, nelle mogli che sanno esserlo per davvero.


  • Credo nel prendersi poco sul serio, nel saper ridere dei propri difetti, nel vivere la vita con leggerezza. Che a cuor leggero si mangia con più gusto, si fanno viaggi indimenticabili e si gode molto meglio.

martedì 13 settembre 2016

Donne VS la preparazione della valigia


Ok, la stagione delle vacanze ufficiali è terminata e tutti (o quasi) siamo rientrati al lavoro, ma un bel weekend fuori porta o tre/quattro giorni in qualche città da visitare è un'ottima idea per abituarsi al ritmo invernale e poi, non è romantico attraversare le vie di una città straniera mano nella mano con il vostro fidanzato?! O non è super divertente l'idea della movida serale in compagnia dell'amica o degli amici più stretti?!
Sì, sì, tutto meraviglioso fino al momento in cui una ragazza (una qualsiasi ragazza) si renda conto di dover preparare la valigia. E credetemi, non vi è alcuna "ansia da suocera" o "ansia da gattamorta in ufficio con il tuo ragazzo" che regga il confronto con l'ansia di dover riempire una valigia vuota.
Se è vero infatti che noi donne navighiamo tra i pregiudizi sin dalla notte dei tempi, la preparazione di una valigia non fa di certo eccezione.

Sin dal primo viaggio che la donna abbia mai dovuto affrontare (probabilmente quello da un albero all'altro), il maschio ha infatti sempre pensato di rompere le "scatole" (giusto per mantenere una certa finezza nella scrittura) con la filastrocca delle "M". A cui ora risponderò per dare voce anche a voi!

  • Mi raccomando non portarti dietro tutta la casa eh! - "Tutta la casa" Ma tutta la casa cosa?!? Mica mi porto dietro la cassettiera a scomparsa del bagno o la macchinetta del caffè. Se ho la fortuna di avere l'intero guardaroba che si adatta quasi perfettamente alla capienza di una valigia COSA VUOI?
  • Metti dentro solo lo stretto necessario - Beh, ovvio! Direi che almeno due cambi al giorno (metti che sudo, mica ho la lavatrice) siano più che indispensabili, no?! Vale anche per la felpa un po' più pesante, il k-way, il paracadute, la muta da sub (e non dire che non faremo mai il bagno nell'Oceano che non si sa mai!!) e l'abito da gala che, ripeto, NON-SI-SA-MAI
  • Ma una valigia più piccola non ce l'hai?! - Sentimi, che problemi hai?! Ti vengono forse i complessi "da spogliatoio" davanti ad un bagaglio più grande del marsupio dell'Eastpack?!
  • Ma cosa ci devi fare con tutti questi vestiti?! - La stra figa
  • Ma ti porti anche i trucchi per tre giorni?! - Amore mio, SCUSA, ma SCUSA tanto, se sono nata "diversamente Emily Ratajkowski"
  • Mamma mia, quanto pesa!! - Scusami di nuovo luce dei miei occhi, cosa ci vai a fare in palestra?! I selfie in sala pesi?! Poi bibitoni proteici di qua, #nonsimolla di là, il personal che ti distrugge e poi, nel momento in cui carichi la mia valigia in macchina, ti scatta il momento "etoile dell'Operà National de Paris?!"
Ah uomini; valli a capire! ;) Alla prossima!!

giovedì 8 settembre 2016

Ti diranno di non splendere... e tu invece splendi.


Ti diranno che nella vita contano solo il lavoro, un tetto sopra la testa ed avere qualcuno di fianco a te nel letto. Matrimoniale possibilmente.

Ti diranno che devi dormire otto ore altrimenti poi ti vengono le occhiaie. Che il sole non lo devi prendere dalle 13.00 alle.16.00 altrimenti avrai l'invecchiamento precoce. Che se ti fermi sei perduta. Che sei nata per stare seduta dietro la scrivania a scrivere articoli per la rivista per cui lavori, fare avanti indietro in un'ambulanza aiutando gente, girare il mondo senza avere il tempo di mettere il piede fuori dall'aeroporto.
Ti diranno di tua cugina (sì, quella fidanzata dall'età di 15 anni, non come te) che si sposa, di quella che ha portato il fidanzato a casa e di quella che si è laureata con un voto più alto del tuo. Ti diranno che devi essere più ordinata, meno sognatrice e che le Converse alla tua età anche basta.
Ti diranno che alla domenica puoi concederti il lusso di stare in pigiama fino alle 13 e che il vestito di paillettes lo puoi mettere solo a Capodanno o se sei Beyoncè in concerto.
Ti diranno e ti insegneranno a non splendere, ma tu invece indossa un tacco 12 e splendi.

Splendi in uno di quei viaggi programmati all'ultimo minuto, di quelli per cui non hai tempo per pensare. Splendi in uno di quei week end che sono un po' come un viaggio a Las Vegas, solo che dietro casa. In uno di quegli abbracci che tanto vuoi, ma che non chiedi e ti arrivano lo stesso. Farsi baciare nel cuore della notte come una ragazzina, sorseggiare un Cosmopolitan seduta al bancone di una grande città sconosciuta (possibilmente vestita come il cast di Sex And The City).

Ti insegneranno che nella vita contano solo il lavoro, un tetto sopra la testa ed avere qualcuno al tuo fianco nel letto...e tu mostragli la vera felicità quale è, invece.
Calare l'ancora quando si è innamorate per davvero. Lavorare, essere indipendenti, avere un sogno, inseguire un obiettivo, ma anche sole, mare, vino e trallallà. Bisogna essere semplicemente se stesse.
Che non c'è un'età per il mal di piedi post serata "amiche fighe e tacco 12 senza plateau" , un viaggio in cui dormire con le stelle sopra la testa. Che si può essere donne di successo anche fermandosi ogni tanto a godere della bellezza che ci circonda.

Che le persone, gli amori, le occasioni, il famoso treno che passa una sola volta nella vita vanno e vengono, ciò che mi rende felice invece resta.

mercoledì 7 settembre 2016

Sentirsi (molto) bene. #newsensation

Una giornata iniziata con il piede giusto. Un sorriso che va oltre gli occhi, che coinvolge anche il cuore.
Le amiche, l'odore del cloro della piscina in questa giornata settembrina ancora calda, bibite ghiacciate e il sole sulle pelle.


I sacrifici che vengono premiati, con una stretta di mano, con un voto sul libretto, con la firma di un contratto. Gli obiettivi, le ambizioni e i progetti a lungo o a breve termine. Mi sento che ce la farò. Perchè non dovrei?! Io voglio così tanto avere i miei sogni finalmente fuori dal cassetto, questa volta si fanno accarezzare. Come un cambiamento radicale, come un biglietto di sola andata verso una meta sconosciuta. Una nuova casa da arredare, con calma, con fatica, con "Ommioddio leviamo questo giallo dalle pareti!!" 
Gli affetti che non avresti mai detto che ora ti ritrovi cuciti sul petto. Le lacrime che hanno imparato ad asciugarsi da sole. Le ferite che hanno smesso di bruciare insieme all'orgoglio.

Gli amori che vanno.
Gli amori che compaiono e che magari restano. Una volta per tutte.
Le amicizie che sono sempre lì, armate di Kleenex e di Sambuca.
Di coraggio.
Di ottimismo. 
Mani tese verso ciò che deve ancora venire. Pronte a proteggerti, pronte ad aiutarti. Per restare e renderti felice.



lunedì 5 settembre 2016

Un po' di romanticismo, non guasta mai


Ho voglia di indossare un paio di romantiche decoltè e non le solite scarpe casual sportive. Ho voglia di lasciare lo scudo sotto il cuscino e vestirmi di sole emozioni. Desidero che qualcuno, prima o poi, venga a bussare alla mia corazza e che riesca ad andare oltre. Ho una voglia matta di far capire al mondo che di noi donne ci si può fidare.
Donne con cui parlare e fare l'amore, donne che non vivono di soli pettegolezzi, ma anche di musica ad alto volume e di viaggi dell'ultimo minuto. Donne discrete, siamo quelle che combattono da una vita contro la mediocrità di chi ci critica e l'invidia di chi ci teme.. Siamo quelle che si amano, siamo quelle che vedono sempre troppi difetti, ma hanno ben chiaro il loro valore. Ed amarsi non è certo una colpa.
Siamo quelle che sono stufe di fare il primo passo in amore. Siamo quelle senza filtri, siamo quelle che si presentano così come sono: senza trucco, spettinate e in pigiama. Incazzate. Con gli occhi rossi di pianto.
Siamo le donne che di grande non hanno solo il culo, ma anche i sogni e la dignità. Siamo quelle che di correre dietro ad un immaturo egocentrico ci stufiamo ben presto. Siamo quelle che chiamate stronze perchè non cediamo ai compromessi, perchè un carattere forte spesso non viene capito o accettato. Siamo quelle definite egoiste perchè le amiche sono sacre. Siamo quelle che sembra che non-ce-ne-frega-un-cazzo ma che in realtà siamo le più bisognose d'amore, perchè all'amore non ci attacchiamo come sanguisughe ma sappiamo (e vogliamo) farci grandi cose.

Siamo romantiche vestite per un appuntamento, ma anche vestite da donne in carriera, siamo quelle che vi fanno paura, per una risata scrosciante e non belante, per il congiuntivo sempre al posto giusto, per un cervello fatto di pensieri e ambizioni e non di segatura.
Se ti guardiamo dritto negli occhi è perchè non ti diciamo bugie, se ti guardiamo di nascosto è perchè vorremmo ti accorgessi di noi: ad un telefono che non squilla rispondiamo con il silenzio e con la vaschetta di gelato, perchè i rifiuti non li possiamo proprio soffrire.


Io sono una donna con la d maiuscola, che alle caramelle preferisce un brivido lungo la schiena.
Ai peluches, un uomo fiero e leale al mio fianco. Non dieci passi dietro a me.

martedì 9 agosto 2016

Shopping acquatico con le Converse nuove!

Cari lettori, buongiorno!
Come state? Io, bene... diciamo. Ma lasciate che vi spieghi meglio.
Questa mattina sono andata a fare shopping con un'amica. Già quando mi sono svegliata, il tempo non era proprio dei migliori, si vedevano dei nuvoloni grigi in lontananza, ma non ci si lascia fermare da niente, quando si tratta di andare per negozi in cerca dei saldi-più-saldi. Mi sono messa una camicia sbracciata leggerissima, un paio di pantaloncini corti e le mie fidate Converse, ho preso la macchina e sono andata a prendere la mia amica. Siamo arrivate al centro commerciale che c'era ancora pochissima gente, visto che era abbastanza presto... una promettente giornata di shopping sfrenato, insomma. E lo sarebbe stata davvero... non fosse stato per la pioggia.
https://hollsfitlife.files.wordpress.com/2012/07/running-in-the-rain.jpg
A due passi dal centro commerciale ci sono un paio di negozi interessanti, ed io e la mia amica eravamo in uno di quelli quando ha iniziato a diluviare. E con diluviare intendo davvero DILUVIARE. Avete presente quella pioggia così fitta e pesante che vi basta sporgere il braccio verso la strada per ritrovarlo tutto bagnato in un attimo? Ecco... Solo che io e la mia amica dovevamo per forza attraversare subito i due incroci che ci sepravano dal centro commerciale, pioggia o non pioggia. E, ovviamente, non avevamo l'ombrello.
Ci siamo guardate per un attimo, neanche fossimo due atlete pronte per le olimpiadi, abbiamo guardato la pioggia che scendeva fittissima, i passanti muniti di ombrello che si inzuppavano già così... e abbiamo iniziato a correre in mezzo agli incroci. Premetto che adoro correre sotto la pioggia, ma questa mattina non mi èpiaciuto così tanto. Arrivate a metà strada avevamo l'acqua alle caviglie, e non è un modo di dire. Ecco come buttare un paio di Converse nuove, mi sono detta. Per non parlare dei vestiti (avrei tranquillamente potuto strizzarli) e dei capelli (neanche fossi appena uscita dalla doccia). Se non altro ho testato che l'eye-liner che avevo comprato qualche settimana prima è davvero waterproof, non si è minimamente sbavato, wow!
Ad ogni modo, mentre correvamo verso l'entrata del centro commerciale con l'acqua alle caviglie, ridendo come matte perchè la situazione era spiacevole, ma anche tremendamente comica, un tizio con un obrello ci è passato accanto e, attenzione, non ci ha offerto un "passaggio", no, ma ci ha urlato "Vi manca solo il costume da bagno!" e poi ha continuato per la sua strada. Cioè ma io dico, vi pare normale?! A me no, comunque sul momento abbiamo riso anche di quella battuta squallidissima.
E sì, siamo arrivate al centro commerciale e ci siamo fiondate in bagno ad asciugarci da capo a piedi... ci credete che dalle scarpe sarà uscito un bicchiere d'acqua, quando le ho tolte? Proprio come nei cartoni animati, si si! E' stato assurdo ahah.
E una volta arrivata a casa ho messo le mie povere Converse ad asciugare, convinta di doverle buttare. Invece sapete una cosa? Si sono riprese totalmente, sono tornate come nuove, amo queste scarpe!
Detto questo, per oggi credo di aver finito... E voi, avete mai avuto esperienze simili? Corse impreviste sotto la pioggia e con l'acqua alle caviglie in una stagione che invece dovrebbe promettere solo tanto caldo e sole splendente? Fatecelo sapere nei commenti!
A presto! Baci <3