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giovedì 8 settembre 2016

Ti diranno di non splendere... e tu invece splendi.


Ti diranno che nella vita contano solo il lavoro, un tetto sopra la testa ed avere qualcuno di fianco a te nel letto. Matrimoniale possibilmente.

Ti diranno che devi dormire otto ore altrimenti poi ti vengono le occhiaie. Che il sole non lo devi prendere dalle 13.00 alle.16.00 altrimenti avrai l'invecchiamento precoce. Che se ti fermi sei perduta. Che sei nata per stare seduta dietro la scrivania a scrivere articoli per la rivista per cui lavori, fare avanti indietro in un'ambulanza aiutando gente, girare il mondo senza avere il tempo di mettere il piede fuori dall'aeroporto.
Ti diranno di tua cugina (sì, quella fidanzata dall'età di 15 anni, non come te) che si sposa, di quella che ha portato il fidanzato a casa e di quella che si è laureata con un voto più alto del tuo. Ti diranno che devi essere più ordinata, meno sognatrice e che le Converse alla tua età anche basta.
Ti diranno che alla domenica puoi concederti il lusso di stare in pigiama fino alle 13 e che il vestito di paillettes lo puoi mettere solo a Capodanno o se sei Beyoncè in concerto.
Ti diranno e ti insegneranno a non splendere, ma tu invece indossa un tacco 12 e splendi.

Splendi in uno di quei viaggi programmati all'ultimo minuto, di quelli per cui non hai tempo per pensare. Splendi in uno di quei week end che sono un po' come un viaggio a Las Vegas, solo che dietro casa. In uno di quegli abbracci che tanto vuoi, ma che non chiedi e ti arrivano lo stesso. Farsi baciare nel cuore della notte come una ragazzina, sorseggiare un Cosmopolitan seduta al bancone di una grande città sconosciuta (possibilmente vestita come il cast di Sex And The City).

Ti insegneranno che nella vita contano solo il lavoro, un tetto sopra la testa ed avere qualcuno al tuo fianco nel letto...e tu mostragli la vera felicità quale è, invece.
Calare l'ancora quando si è innamorate per davvero. Lavorare, essere indipendenti, avere un sogno, inseguire un obiettivo, ma anche sole, mare, vino e trallallà. Bisogna essere semplicemente se stesse.
Che non c'è un'età per il mal di piedi post serata "amiche fighe e tacco 12 senza plateau" , un viaggio in cui dormire con le stelle sopra la testa. Che si può essere donne di successo anche fermandosi ogni tanto a godere della bellezza che ci circonda.

Che le persone, gli amori, le occasioni, il famoso treno che passa una sola volta nella vita vanno e vengono, ciò che mi rende felice invece resta.

mercoledì 7 settembre 2016

Sentirsi (molto) bene. #newsensation

Una giornata iniziata con il piede giusto. Un sorriso che va oltre gli occhi, che coinvolge anche il cuore.
Le amiche, l'odore del cloro della piscina in questa giornata settembrina ancora calda, bibite ghiacciate e il sole sulle pelle.


I sacrifici che vengono premiati, con una stretta di mano, con un voto sul libretto, con la firma di un contratto. Gli obiettivi, le ambizioni e i progetti a lungo o a breve termine. Mi sento che ce la farò. Perchè non dovrei?! Io voglio così tanto avere i miei sogni finalmente fuori dal cassetto, questa volta si fanno accarezzare. Come un cambiamento radicale, come un biglietto di sola andata verso una meta sconosciuta. Una nuova casa da arredare, con calma, con fatica, con "Ommioddio leviamo questo giallo dalle pareti!!" 
Gli affetti che non avresti mai detto che ora ti ritrovi cuciti sul petto. Le lacrime che hanno imparato ad asciugarsi da sole. Le ferite che hanno smesso di bruciare insieme all'orgoglio.

Gli amori che vanno.
Gli amori che compaiono e che magari restano. Una volta per tutte.
Le amicizie che sono sempre lì, armate di Kleenex e di Sambuca.
Di coraggio.
Di ottimismo. 
Mani tese verso ciò che deve ancora venire. Pronte a proteggerti, pronte ad aiutarti. Per restare e renderti felice.



sabato 16 luglio 2016

Donne, donne, oltre le gambe c'è di più

Eh sì, oltre le gambe ci sono sentimenti, caratteri forti, forgiati dal tempo o dagli avvenimenti, dalla vita insomma. Oggi ho deciso di presentarvi un mio piccolo lato, mi scopro un po', non perché sono egocentrica, ma perché io so che questa descrizione potrà far riflettere altre donne, ragazze o coetanee.
Non  sono una signora, come canta la Bertè, ma non sono nemmeno la prima scema che passa.
Mi affeziono, soffro, rido, canto, suono, più semplicemente amo. Mi piace brindare: i compleanni, le feste, gli esami. Gli amori, i traguardi, gli affetti, le amicizie. I pezzi che si sono ricomposti, gli addii, le sorprese, gli incontri.
Credo nel Barbera rosso del pranzo della domenica, nella menta del Mojito con gli amici: penso che ci sia sempre il tempo per uno shot di tequila, per un bicchiere di strana vodka rosa in ottima compagnia. E al fegato ci penserò più in là.

Adoro essere viziata: con le coccole, con gli abbracci, con la dedica di una canzone, con i baci, quelli lenti, quelli che magari sai che sono sbagliati, ma che vuoi, vuoi con tutta te stessa. Amo essere frivola: con un vestito corto, con l'eyeliner nero molto marcato, con un paio di parigine velate.
Voglio essere all'altezza: di qualsiasi cosa succeda, dei miei sogni e di chi mi sta intorno.
Sono curiosa, sono pettegola, ma non vivo di sola manicure. Sono combattiva e un tantino saccente. Sono velenosa quando serve, tenera quando meno te lo aspetti.
Vorrei un futuro con una grande, grandiosa carriera, con il cassetto vuoto perché i miei sogni li avrò tra le mani. Vorrei sentirmi libera di essere donna come voglio io: nel lavoro, in autobus, nei capelli colorati di rosa o lilla, nel mio tatuaggio sulla schiena, fatto senza aver timore e in quello che magari mi regalerò sulla caviglia, in tacco dodici o in un paio di ballerine ai piedi. Vorrei qualcuno che mi stimoli a vivere come voglio io, senza forgiarmi a sua immagine, vorrei crescere indipendente e senza paura. Vorrei un mondo che mi stimi e che mi stimoli, che mi faccia sentire donna e non semplicemente femmina. Lo vorrei anche per le mie figlie.
Un bacio 3xtraordinario a voi, non semplici portatrici di ovaie e utero, ma dispensatrici di amore e progresso.

domenica 3 luglio 2016

Un brinidisi a NOI!

Svegliarsi con la mente annebbiata, le palpebre pesanti e una sbavatura di eyeliner sul cuscino.
Dare un'occhiata al cellulare e sapere che si può dormire ancora un po' ("Grazie al cielo!").
Svegliarsi quattro ore dopo, ignorando la sveglia puntata alle 8.30, alle 8.40, alle 8.45 e così via fino alle 9.30, senza pentimenti o pensiero alcuno, con whatsapp che non ha fatto altro che trillare per tutta la sera e tutta la mattina tra audio, messaggi e foto della serata prima. L'inevitabile sorriso che spunta sul volto al ricordo degli aneddoti divertenti della serata appena trascorsa.
Due amiche, un'autostradale di distanza e la misteriosa triade da suonare. La leggerezza di affrontare gli inconvenienti che la vita ci ha presentato. La voglia di divertirsi.
Il vino bianco che riempiva con eleganza i calici di vetro, un tripudio di crèpe al pomodoro e verdure al gratin appena sfornate, le chiacchiere fino a mattina sul divano, la testa che gira: donne diverse tra loro per progetti futuri e stile di vita, che si riscoprono vicine nel celebrare l'amore per le piccole cose, la gioia della spensieratezza dei 20 anni, il riscatto per la vita che ancora non si sono godute forse abbastanza.

Ci sono forse donne più belle di quelle che sanno mangiare, bere e ridere allo stesso tempo? Ci sono forse donne più intelligenti di quelle che si dimenticano ogni tanto di stare attente alla linea, al buon senso e allo scorrere del tempo? Ci sono forse donne più affascinanti di quelle che, pur peccando di gola, lussuria o qualche altro vizio, mantengono intatta la propria femminilità?.
Ieri mattina mi sono svegliata talmente serena e leggera, per la prima volta dopo un periodo di cattivo umore, che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, perché ho capito che essere felici si può: non che questo post voglia essere un chiaro invito all'alcolismo, ma non posso nascondere che quel buon vino sorseggiato con la mia amica è stato per me catartico.
Le risate scroscianti, i selfie improbabili con l'amaro di Selvino da inviare all'amico, gli innumerevoli brindisi per le piccole vittorie che ognuna di noi ha conquistato fino ad ora nella battaglia della propria vita e perché no, abbiamo brindato anche per le sconfitte, sono esperienze e ci fanno crescere. Le guerriere che per una sera hanno lasciato l'armatura e lo scudo nell'armadio e hanno indossato un paio di tacchi e due dita di rossetto rosso, divertendosi a mostrare le gambe, ancora toniche di giovinezza e ancora bianche perché la sessione estiva non ci permette di prendere il sole.
Io non lo so se le donne che vivono di lavoro, di dieta, di palestra e rinunce siano davvero felici.
Io so che la felicità che piace a me ha il suono di risate chiassose, ha il suono di una canzone cantata a squarciagola, ha il suono di una chitarra, di un piano e di una martellante batteria. La felicità che io amo ha il sapore del vino, ma anche quello della tequila e della vodka. La mia felicità ha il calore del dormire vicini anche dopo una litigata e sapere che, anche dopo esserci scannati, loro ci saranno per me, ricompariranno anche solo con un messaggio, uno squillo e quel qualcosa che mi farà capire che "ci sono io/ci siamo noi".
La mia felicità ha le sembianze di un volto amico.

Un brindisi dunque: A NOI!