mercoledì 19 ottobre 2016

Nûby: adoro i massaggiagengive Chewbies!

Cari lettori, buogniorno!
Oggi ho deciso di presentarvi un prodotto dal design particolarmente accattivante. Del tipo che sono passata accanto all'espositore e non potevo non averlo. Di cosa sto parlando? Dei massaggiagengive Chewbies di Nûby!
I massaggiagengive sono utilissimi durante il periodo della dentizione per dare sollievo alle gengive delicate del bambino e contribuiscono al passaggio dalla suzione alla masticazione, grazie alle diverse superfici presenti che stimolano i movimenti delle labbra e della lingua.
I massaggiagengive Chewbies sono morbidissimi e pertanto utilizzabili dai 3 mesi, oltre che facilissimi da impugnare o da legare ad una clip portasucchietto per il massimo della praticità.
Il loro design unico e accattivante li rende perfetti anche per le mamme più esigenti che cercano un massaggiagengive funzionale, ma con stile. Sono inoltre disponibili in varie forme e colori, per adattarsi ad ogni esigenza.
La confezione include il pratico bottoncino del TEST  che permette di testare la qualità del silicone Nûby anche prima di comprare il prodotto.
E voi cosa ne pensate di questi massaggiagengive? Li avete mai provati? Li comprereste? Fatecelo sapere nei commenti!
Alla prossima <3


Per maggiori informazioni su questo o altri prodotti Nûby, potete consultare il sito:  http://www.nuby.it/Pages/Home.aspx

martedì 18 ottobre 2016

Piangi e sarai libera

Le lacrime che scendono silenziose nel buio della tua stanza mentre cerchi di prendere sonno. Quelle che ti rigano il volto alla fine di una festa (è andata come è andata, non è andata come volevo).

Quelle che provi a trattenere con le tue forze- guardo in alto, respiro a fondo- "Davvero, non è niente, sto bene è la luce dei lampioni che mi fa lacrimare l'occhio".
Le lacrime che proprio non sei riuscita a nascondere e quelle che non hai permesso agli altri di vedere. Le lacrime che ti hanno rovinato il trucco nei momenti meno opportuni e quelle che ancora non sei riuscita a piangere.
Le lacrime con cui avresti potuto scatenare una pioggia battente che solo Londra conosce e invece hai preferito far cadere ad una ad una in religioso silenzio. Quelle lacrime che ti rigano il volto e bruciano sulla faccia. Le lacrime di cui ti sei vergognata, quelle che hai dimenticato, quelle del "non ce la faccio più".

Ci hanno cresciute con la convinzione che piangere sia una cosa da bambini, che a piangere siano i deboli, i falliti. Ed invece un giorno ti rendi conto che per piangere da adulti, ci vuole un coraggio incredibile, quasi immenso.
Riconoscersi fragili (noi che pensavamo di poter conquistare il mondo, sempre e comunque), mettersi a nudo (noi che rifuggiamo la prova costume, figuriamoci il nudo integrale dell'anima), fermarsi a prendere fiato (noi che viaggiamo sempre con il turbo), affrontare l'infelicità, chiedere aiuto: sì, piangere da adulti significa fare tutte queste cose insieme. E richiede tanto coraggio.


Ma è proprio il coraggio a renderci liberi- dagli schemi, dalle convenzioni sociali, dall'orgoglio- e la libertà è l'unica cosa che può ricondurci a noi stessi.
Il punto di partenza per la tua felicità.

Sì, ogni volta che piango (ed ammetto-ahi che dolor!-che in questo periodo sta capitando un po' spesso) sento di fare un regalo a me stessa: è solo un periodo di merda e tu sei umana e quindi va bene così. Ne usciremo.
Sì, come queste lacrime qui ne usciremo anche noi.

lunedì 17 ottobre 2016

Libera come l'aria, coraggiosa come il vento e impavida come un'onda del mare.

Che tu possa essere libera, ovunque sceglierai di andare. All'Università, in discoteca, a Machu Picchu. Che tu possa camminare a testa alta. Chiunque sceglierai di amare, un uomo, una donna o solo ed esclusivamente te stessa.

Ti auguro la spensieratezza dei 20 anni e la crisi dei 30, perchè entrambe ti aiuteranno a capire cosa vuoi veramente (o forse no, ma va bene lo stesso). Ti auguro un amore che ti faccia piangere, a patto che in futuro ti insegni a scegliere quelli che ti fanno sorridere. Ti auguro un'amica fidata, un qualcuno che creda in te e una famiglia disposta a combattere al tuo fianco. (O di essere talmente forte da cavartela da sola).
Che tu possa sentirti bella, esattamente come desideri. In jeans, in minigonna o in pigiama. In un corpo che ti faccia sentire a casa, senza dare troppa importanza ai canoni della televisione.
Che tu possa decidere cosa fare del tuo futuro e che nessuno possa importi un amore, una professione, un orologio biologico per la fertilità.
Che tu possa fare l'amore senza sentirti sporca o fuori posto. Che tu possa fare l'amore sempre e solo e quando tu ne abbia voglia.
Ti auguro la tenacia di un carro armato e la delicatezza di un fiore. Ti auguro animo puro e solidarietà verso le altre donne. Una mano pronta a tendersi, un cervello che vada per la sua strada, un cuore lontano dalla mediocrità.
Che tu possa imparare a fregartene dei giudizi, qualsiasi bocca li pronunci. Perchè sei nata con il diritto di essere la donna che sei. Perché come ha scritto Jovanotti: "Quello che sei, dove vai, ciò che vuoi, lo sai soltanto tu".

Che le ferite che hai collezionato non ti facciano male al punto di ucciderti, ma che ti diano la forza di ricominciare. Che tu possa rinascere dal dolore, dal vuoto e dall'oblio.
Ti auguro di essere libera come l'aria, coraggiosa come il vento e impavida come un'onda del mare.
Ti auguro di non tradirti, accontentarti, arrenderti o soffocarti. Mai. 
Ti auguro un sogno ed un pugno di libri.

Che tu possa essere più forte di qualsiasi orrore e violenza.

sabato 15 ottobre 2016

Tra bambole Reborn e Università || Reborn Baby Giulia ITALIA

Cari lettori, buongiorno!
Come state? Io sopravvivo... tra bambole Reborn, Università e tanto altro. Oggi ho deciso di parlarvi un po' di me, visto che ultimamente è una delle richieste più frequenti. Iniziamo col dire che, da una settimana a questa parte, passo il mio tempo sugli autobus per andare e tornare dall'Università. Bello, vero? Soprattutto quando piove (come ieri).
Torno a casa e sono già le 18, magari non ho nemmeno pranzato (o ho pranzato alle 11 perchè, ahimè, la pausa era a quell'ora) ma ho voglia di fare merenda. Mi preparo un frullato all'alba delle 18.15 e mi avvolgo nella copertina di pile perchè si congela. Ah e poi ceno alle 19.30. Giustamente.
Alle 21 il mio orologio biologico mi ricorda che è "ora di pubblicare una foto su Instagram". Vi assicuro che il pensiero di postare una foto mi sfiora sempre alla stessa ora tutti i giorni. Non è assurdo? E' come quando viene fame all'ora di cena. Mmmh, forse ho qualche problema serio, io.
E se per caso mi sono dimenticata di scattare nuove foto alle reborn, mi tocca accendere tuuuuutte le luci di casa per cercare di ricreare un ambiente luminoso, quando fuori ci sono già la luna e le stelle.

Sbatto le palpebre un paio di volte e dalle 21 mi ritrovo a mezzanotte senza nemmeno accorgermene. Bene. E non ho ancora fatto nulla! Il che vuol dire che corro da una parte all'altra recuperando i quaderni che mi serviranno il giorno dopo, preparando i vestiti da indossare, rispondendo alle email e così via. E di solito si fanno le due di notte. Ah, poi magari mi metto a letto con il PC per editare un paio di video per YouTube da mandare online qualche giorno dopo... e ho ancora il coraggio di lamentarmi quando, alle 6.30 di mattina, suona la sveglia e io mi riscopro per niente riposata, finendo per collassare in posizione eretta alla fermata dell'autobus, mentre piove, fa freddo e mi congelo.
E poi hanno anche la faccia tosta di venirmi a dire che io passo la mia settimana stando a casa a preparare il latte alle mie reborn! Ma magari! ;)
Alla prossima! <3

venerdì 14 ottobre 2016

Keep calm...tua sorella

Sono stanca. Sono profondamente stanca di essere donna.
Donna in età fertile per la precisione.

Certo probabilmente anche se avessi avuto 10 anni avrei comunque trovato un buon motivo per lamentarmi, d'altronde la lagna è parte integrante della vita di una femmina: noi donne abbiamo sempre qualcosa in mezzo alle ruote del karma. E non si tratta certo di un paio di scarpe fuori posto.
Oggi è uno di quei giorni lì. Quei giorni in cui tutte le forze del male dell'estetica, dal pelo incarnito al brufolo sul mento, si vengono  a concentrare nello stesso corpo femminile: la sindrome premestruale. Un nome articolato, di quelli per cui vanno pazzi tutti i fanatici dello spelling e della divisione in sillabe: due parole talmente musicali e piacevoli che a confronto le poesie in rima baciata di Gianni Rodari sembrano i titoli del telegiornale.
Questo finchè non ne conosci il significato.

Ognuna di noi vive il periodo premestruale in maniera diversa: c'è quella che manco se ne accorge, dal momento che non-c'ho-tempo-di-farmi-la-piega-figuriamoci-per-ste-stronzate-qua, c'è quella che se ne accorge ma non dà a vederlo (che poi io non sono sicura dei margini di successo di questa filosofia), c'è quella che non se ne accorge e te lo fa notare (per la precisione con tutto ciò che le capiti sotto mano) e c'è infine quella in cui sono gli altri a non notarlo, visto che quella lì ogni giorno c'ha una parola buona per qualcuno.
Se le donne quindi si sentono scoppiare come una macchina del caffè avvitata male e se sentono l'esigenza di risvegliare il camionista che c'è in loro, lanciando improperi a destra e a manca, gli uomini assistono sconcertati. E non mi sorprenderebbe se alcuni di loro si fossero nel frattempo muniti di giubbotto antiproiettile e iscrizione ad un corso di autodifesa.
C'è quello intelligente che ti gira alla larga.
C'è quello coraggioso che cerca di coccolarti.
C'è quello attaccabrighe che ti risponde a tono.
E poi c'è quello imbecille che ti dice : "stai calma".

Ora, tesoro, io non so perchè alla tua veneranda età ancora ti ostini ad usare il verbo calmare, modo imperativo. seconda persona singolare, nei confronti della tua donna. Lascia perdere tutte quelle minchiate del keep calm e carry on: con noi questa roba del calmarsi non attacca proprio.
Io dico, sei nato maschio e per tua natura pronunci nell'arco della tua vita un terzo delle parole che io sono in grado di pensare, almeno escitene con frasi intelligenti: che so, dimmi "amore come ti sta bene quel vestito!", invece che fare quella faccia da cassa integrazione ogni volta che esco dal camerino, Guardami dritto negli occhi e dimmi "andrà tutto bene", invece di attaccarti al telefono a chiedere consigli a tua madre: no, noi dell'uomo che ci dice stai calma proprio non sappiamo cosa farcene. Se non carta da macero.
Noi donne passiamo metà della nostra vita ad essere filosofiche, romantiche, frivole e fondamentalmente delle gran rompicoglioni: l'altra metà la trascorriamo a piangere. Escludendo le delusioni amorose, il travaglio del parto e le repliche di Grey's Anatomy, per il resto, piangiamo senza un apparente motivo. Così, tanto per vincere la ritenzione idrica. E poi ci sono quei giorni lì, quei giorni in cui avresti bisogno unicamente di un bagno rilassante, una coppa di gelato alla fragola in cui affogare i pensieri e qualcuno che ti dica ti amo.
Non un ti amo qualsiasi, ma un ti-amo-proprio. un ti amo che come-ti-sopporto-io-nessuno-mai.
Ecco tesoro, stai calma dillo a tua sorella o alla segretaria che reclama le ferie.
Vieni qui, dammi un bacio sulla fronte e stringimi forte.

Ok, non così forte.
E già che ci sei, levati quei fantasmini bianchi che mi fai venire il male di vivere.

mercoledì 12 ottobre 2016

Nûby: il biberon anticolica innovativo!

Cari lettori, buongiorno!
Oggi ho deciso di parlarvi di un prodotto che trovo particolarmente interessante e innovativo. Si tratta del nuovo biberon anticolica con sacchettino pre sterilizzato di Nûby Natural Touch, sistema che risulta essere il più simile all'allattamento al seno.

Il biberon è semplicissimo da assemblare: basta inserire al suo interno un sacchettino sterile, versarvi il liquido e avvitare la ghiera con la tettarella SoftFlex in silicone medicale. Il sachettino collassa su se stesso mentre il bimbo succhia, proprio come avviene per le ghiandole mammarie dove il latte è prodotto e conservato durante l'allattamento al seno. Questo sistema, inoltre, permette di eliminare completamente l'aria all'interno del sacchettino facendo una leggera pressione con le dita attraverso il foro posto sul fondo del biberon.

I sacchettini pre sterilizzati consentono un allattamento sicuro e protetto anche fuori casa e sono disponibili in confezioni da 50 pezzi.

Il biberon è disponibile in vari colori e la confezione include la tettarella SoftFlex a flusso lento ideale per latte materno, the e acqua, e 5 sacchettini sterili.
E voi cosa ne pensate di questo biberon innovativo?! Fatecelo sapere nei commenti!
Alla prossima <3



Per maggiori informazioni su questo o altri prodotti Nûby, potete consultare il sito:  http://www.nuby.it/Pages/Home.aspx

martedì 11 ottobre 2016

Le 21 cose di cui noi donne vogliamo essere liberate

  1. I peli superflui (che siano bruni, biondi o rossi non si possono proprio tollerare).
  2. La ricrescita a vista (ORRORE).
  3. La prova bikini (quest'estate tutte a Cortina?!
  4. Gli stronzi (cioè un po' stronzi ci piacciono, sono quelli recidivi che ci fanno salire l'Ade).
  5. Il ciclo mestruale (sono sicura che non sia davvero necessario spiegare il perchè).
  6. La sindrome premestruale (soprattutto per quanto concerne dolori e paranoie, che alla fine sfruttarla come valvola di sfogo non ci dispiace più di tanto...)
  7. Le modelle di Victoria's Secret (mi piacciono troppo i biscotti e loro mi fanno crollare l'autostima).
  8. La dieta (altro che Belen Rodriguez, voglia La Venere di Willendorf come nuovo prototipo di bellezza)
  9. I senza palle (che farebbero bene a donare i loro testicoli alla scienza, piuttosto che fargli fare la muffa nello slippino bianco).
  10. Le ex amiche (magari-vi.si.stacca-la-manicure).
  11. Gli ex compagni di scuola delle medie che dopo che ti hanno aggiunta nel gruppo di Facebook e hanno avuto la possibilità di ammirare la tua trasformazione da brutto anatroccolo a cigno, si attaccano come le verruche alla piscina comunale.
  12. I limiti di peso del bagaglio a mano, ma anche quelli del bagaglio da mettere in stiva (che a 'sto punto faccio prima a fare shopping in aeroporto).
  13. Quelle alte, belle e con il culo a mandolino che ci provano con quello che ti piace.
  14. Quelle alte, belle e con il culo a mandolino in generale.
  15. Le attese (alla fermata del pullman, allo sportello della segreteria universitaria, davanti allo schermo del cellulare).
  16. Quelli che per chiederti di uscire sembra che abbiano bisogno dell'insegnante di sostegno.
  17. Le persone indecise (che a noi non ci piace perdere tempo).
  18. Il mal di piedi post serata in discoteca.
  19. Le paturnie adolescenziali del sono brutta-grassa-nessuno-mi-ama (che tanto lo sappiamo già che ce le porteremo dietro per tutto il resto della nostra vita).
  20. Gli uomini che hanno abbracciato la filosofia dell'ala di gabbiano, della lampada UV e dello slippino.
  21. Gli uomini che per sentirsi tali ti umiliano.
Non ho messo la cellulite e le repliche de La Signora in giallo perchè faceva old scchool e noi vogliamo mantenerci giovani.